Punti salienti
Lo sapevi?
Torino vanta circa 18 chilometri di portici continui, uno dei sistemi più estesi al mondo, che rendono possibile percorrere il centro storico quasi interamente riparati dagli agenti atmosferici.
Questa caratteristica non è casuale: risale a un preciso editto urbanistico del 1606 voluto dal duca Carlo Emanuele I di Savoia, che imponeva ai proprietari degli edifici del centro di costruire i piani terra con portico obbligatorio.
Camminare sotto i portici: un rito tutto torinese
C'è un'abitudine profondamente radicata nell'anima di Torino: passeggiare sotto i portici. Non è soltanto un modo per ripararsi dalla pioggia o dal sole, ma un vero e proprio rituale urbano che affonda le radici nel Seicento, quando i Savoia decisero di dotare la città di gallerie pedonali continue che ne definissero il carattere raffinato e ordinato. Con oltre 18 chilometri di portici, Torino detiene uno dei sistemi porticati più estesi d'Europa, e Via Roma ne rappresenta l'espressione più maestosa e scenografica.Via Roma è il cuore pulsante della città, l'asse monumentale che collega Piazza Carlo Felice, con la sua elegante aiuola e la stazione di Porta Nuova, alla celeberrima Piazza Castello, fulcro politico e storico del capoluogo piemontese.
Esperienze correlate
Percorrerla significa attraversare secoli di storia, ammirare facciate imponenti in stile razionalista degli anni Trenta e lasciarsi avvolgere dall'atmosfera sospesa tra grandiosità istituzionale e vivacità contemporanea.Ogni passo sotto queste arcate racconta qualcosa: i caffè storici nascosti tra le colonne, le boutique di lusso che si alternano ai negozi storici, i torinesi che camminano con quella compostezza elegante che li contraddistingue. Via Roma e i suoi portici sono l'essenza stessa di Torino: bella, misurata, colta e sorprendente.
Storia e architettura di Via Roma
Le origini: da strada medievale ad asse barocco
Il tracciato che oggi conosciamo come Via Roma ha origini antiche, ma la sua trasformazione in asse monumentale avviene progressivamente a partire dal XVII secolo, quando Torino viene riprogettata secondo i canoni dell'urbanistica barocca voluta dai Savoia. I portici non erano soltanto un elemento estetico: rappresentavano una precisa scelta politica e sociale, pensata per favorire il commercio, proteggere i cittadini e conferire alla capitale sabauda un'immagine di potenza e civiltà degna delle grandi corti europee.Il piano regolatore settecentesco consolidò il ruolo di questa arteria come spina dorsale della città, definendone l'allineamento rigoroso e la continuità delle arcate. I palazzi nobiliari e le botteghe eleganti che si affacciavano sui portici erano il segno tangibile di una città in ascesa, proiettata verso l'Europa e orgogliosa della propria identità architettonica.
Torino era, e rimane, una città costruita a misura di pedone, dove lo spazio pubblico è vissuto con intensità e consapevolezza.
Galleria
Il Novecento: il restyling razionalista degli anni Trenta
La Via Roma che ammiriamo oggi è in gran parte frutto di una radicale trasformazione avvenuta negli anni Trenta del Novecento, durante il regime fascista. Tra il 1931 e il 1937, sotto la direzione dell'architetto Marcello Piacentini, la via venne completamente ridisegnata nella sua sezione centrale: i vecchi edifici ottocento demoliti e sostituiti da imponenti fabbricati in stile razionalista-monumentale, con facciate in travertino, colonne massicce e arcate alte e solenni che conferirono alla strada il suo carattere inconfondibile.Questo intervento, seppur controverso per le demolizioni che comportò, produsse uno degli esempi più significativi di architettura razionalista italiana in contesto urbano. Le due sezioni di Via Roma — quella più antica verso Piazza Castello e quella rinnovata verso Piazza Carlo Felice — dialogano tra loro creando una continuità visiva sorprendente, dove epoche diverse si parlano senza stridere.
Il risultato è una scenografia urbana di straordinaria forza, capace di emozionare ancora oggi chi la percorre per la prima volta o la millesima.Al centro di questo percorso si apre Piazza San Carlo, il salotto buono di Torino, con le sue chiese gemelle di Santa Cristina e San Carlo Borromeo e la statua equestre di Emanuele Filiberto di Savoia, detto il Testa d'Fer: uno spazio perfetto, racchiuso tra i portici, che sembra fatto apposta per sedersi a un tavolino e guardare il mondo passare.
I portici come patrimonio vivente
I portici di Torino non sono soltanto un elemento architettonico: sono uno stile di vita. Sotto le arcate della città si è scritta la storia del pensiero italiano: nei caffè porticati del centro — il Caffè San Carlo, il Caffè Torino, il Baratti e Milano — si sono ritrovati intellettuali, politici, artisti e rivoluzionari. Cavour meditava strategie risorgimentali, Nietzsche passeggiava in preda alle sue folgorazioni filosofiche, e generazioni di torinesi hanno consumato il loro aperitivo quotidiano protetti dalle arcate.Oggi i portici continuano a essere il palcoscenico della vita cittadina.
Sotto di essi si trovano boutique di griffe internazionali e negozi storici, librerie e gastronomie di qualità, bar e pasticcerie dove la tradizione dolciaria piemontese raggiunge vette di eccellenza. Camminare sotto i portici in tutte le stagioni è una delle esperienze più autentiche che Torino possa offrire a chi la visita: al sicuro dalla pioggia invernale, riparati dalla calura estiva, sempre immersi in quella luce filtrata e dorata che è una delle caratteristiche visive più amate della città.Nel 2021 i Portici di Bologna sono stati iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, ma il sistema porticato di Torino rappresenta un caso altrettanto straordinario per estensione, coerenza urbana e qualità architettonica, ed è da sempre considerato uno dei tratti identitari più forti della città sabauda.
Come arrivare
🚗In auto
Da nord (Milano): autostrada A4, uscita Torino Ovest o Torino Corso Francia, seguire le indicazioni per il centro. Da sud (Genova): autostrada A6 o A21, uscita Torino Sud, seguire Corso Unità d'Italia verso il centro. Attenzione: il centro di Torino è ZTL. Parcheggi consigliati: Parcheggio Vittorio Emanuele II (Piazza Vittorio), Parcheggio Porta Nuova (adiacente alla stazione), Parcheggio Piazza Castello.
🚆In treno
La stazione di riferimento è Torino Porta Nuova, che si affaccia direttamente su Piazza Carlo Felice, all'imbocco meridionale di Via Roma. Dalla stazione, Via Roma inizia letteralmente a pochi passi: basta imboccare il porticato di fronte all'uscita principale e ci si trova subito sotto le arcate. Porta Nuova è collegata con tutte le principali città italiane tramite treni ad alta velocità (Frecciarossa, Italo) e regionali.
🚌In autobus
Metro Linea 1: fermata Porta Nuova o fermata Re Umberto, entrambe a breve distanza da Via Roma. Tram e bus GTT: numerose linee fermano in Corso Vittorio Emanuele II, Via Pietro Micca e Piazza Castello. Bus linee 4, 10, 15, 56, 68 servono l'area centrale. Consultare l'app GTT o il sito gtt.to.it per orari aggiornati.
✈️In aereo
Dall'Aeroporto di Torino Caselle (TRN) si raggiunge il centro in circa 40-50 minuti. Opzione 1 - Sadem Bus: autobus diretto Caselle - Torino Porta Nuova, capolinea in Corso Vittorio Emanuele II a pochi passi da Via Roma (partenze ogni 30-45 minuti circa). Opzione 2 - Taxi: disponibili all'uscita degli arrivi, costo stimato 35-45 euro. Opzione 3 - Auto a noleggio: disponibile nei principali terminal dell'aeroporto.